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creato: 14 Sep 2018; modificato: 14 Nov 2019

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Un riassunto del famoso ed enciclopedico libro Il Tempio dell’Uomo, sempre di R.A. Schwaller De Lubicz. Ovviamente per la brevità dell’opera, molti dei concetti sono stati solamente accennati e si è cercato di fare trasparire nel modo più sintetizzato possibile il messaggio che voleva trasmettere l’autore.

I concetti fondamentali ripresi sono:

Noi dobbiamo, una volte er tutte, concepire il tempio faraonico come un seme che ha in gestazione il proprio frutto. Per loro la costruzione deve vivere, Herbert Ricke la considera addirittura come “vegetale”.La crescita avviene in tre dimensioni; una gestazione è una trasformazione costante sino alla perfezione del seme nuovo.

Il mito è un tutto, la sintesi di ogni scienza, dato che trascrive la Conoscenza fondamentale delle Leggi di Genesi che si applicano a tutto. Così i Neter hanno il loro significato, sia in medicina che in astronomia, o in teologia che è la metafisica del Divenire con Ritorno.

La mentalità faraonica è tipicamente indiretta. Ci si servirà di una forma definita per evocare l’Idea di questa forma, cioè il complesso astratto che presiede a questa forma definita.

Tutto nella Natura che è Viva, è provocato dall’azione del complemento. Questo costituisce l’ “incrocio” e il gioco della resistenza.

Quando gli Antichi tracciano una figura, non è più la figura che guardano, ma ciò che vi proiettano da se stessi: fisicamente la guardano come un’ombra, un traforo nella luce della sua assenza. Individuano i suoi contorni. Quando tracciano una figura geometrica, non è più questa figura ad interessarli, la la Legge fatale che la impone e la conseguenza fatale che esse provoca. Così la geometria assume lo stesso carattere di vita delle immagini che scolpiscono o tracciano.

E’ impressionante vedere dalla moltitudine di raffigurazioni riportate nel libro, come ogni dettaglio avesse un senso, una Causa, diventando quindi Simbolo vivente.

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