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creato: 12 Jun 2018; modificato: 14 Nov 2019

HerBak (Cecio)

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Un romanzo magnifico. Lo consiglio a tutti gli appassionati di storia egizia, a chi volesse intraprendere un cammino spirituale/iniziatico e a chi piacciono i romanzi ricchi di saggezza e spunti di riflessione. Penso sia stato uno di quei testi che non solo hanno cambiato il mio modo di vedere il mondo e le cose, ma che ho intenzione di riprendere e rileggere più volte.

Tratto dalla premessa all’ edizione italiana, riporto alcune informazioni sugli autori:

René Adolphe Schwaller e Isha (Jeanne Germain Lamy), indissolubilmente legati l’ uno all’ altra, Maestri della Gnosi, con la loro vita e la loro opera hanno saputo restituire agli uomini l’essenza dell’Insegnamento primordiale. Si propongono un traguardo che vada oltre l’azione sociale, ossia, detto con le loro parole:

Insegnare all’uomo attuale lo scopo definitivo della sua esistenza e dimostrargli l’errore del modo di pensare che lo devia da questo scopo.

Spiriti geniali, fondano con alcuni amici la Stazione Scientifica Suhalia nel 1922, presso St. Moritz in Svizzera; un complesso di laboratori per la ricerca chimica, fisica spettroscopica, microfotografica, completati da un osservatorio astronomico, una fucina, una tipografia, un atelier di tessitura e lavorazione dei tappeti per le donne e una vetreria.

Dopo aver contribuito attivamente alla ricerca scientifica e dopo aver sperimentato per sette anni il potere del lavoro artigianale per risvegliare nell’uomo la coscienza della materia e del suo rapporto con essa, René e Isha decidono di dedicarsi totalmente alla ricerca interiore. Ritornano in Francia e si apprestano ai preparativi della partenza per l’Egitto, dove risiederanno per quindici anni, dodici dei quali a Luxor, dov’è innalzato il Tempio consacrato all’ Antropocosmo. Qui incontrano il giovane egittologo Alexandre Varille che comincia a collaborare con loro. Insieme ad altri ricercatori, il meticoloso lavoro fatto al Tempio, permetterà la redazione della monumentale opera Le Temple de l’Homme, in cui si delineano le basi della Conoscenza faraonica e i principali elementi dell’insegnamento pitagorico scaturitone. In questo lavoro egli apporta la sua innata conoscenza dell’Armonia cosmica, ritrovata nelle opere dei Saggi egizi e che gli permette di spiegare la Scienza faraonica e i mezzi per giungere alla sua comprensione. L’Antico Egitto distingue nell’uomo un’intelligenza cerebrale e una innata, detta intelligenza del cuore proprio dagli anticihi Egizi, che permette di penetrare la Conoscenza delle cause e di andare al di là dei limiti animali per giungere a quello che di Divino è nell’uomo. Facendo appello a questa coscienza innata, soffocata dall’intelligenza cerebrale e dalla sua cultura, si può risvegliare l’intuizione. Dice R.A. Schwaller de Lubicz:

Ogni cosa naturale nell’Universo è un geroglifico della Scienza divina. Ogni animale, ogni specie di pianta, ogni gruppo di minerale, sono una tappa della ‘presa di coscienza’ della Causa cosmica per approdare all’organismo totale dell’essere umano.

Her-Bak è lo strumento attraverso il quale Isha effettua un contatto fra la mentalità analitica moderna e quella sintetica dell’Antico Egitto, con la creazione di un ambiente che evochi il Tempio egizio con espressione accessibile ai moderni, ma nel linguaggio simbolico egiziano, suscettivile di essere studiato sotto i diversi ‘punti di vista’ cioè le tendenze definite dagli stati di coscienza attuali degli individui.

Una premessa direi ottimale, ringrazio Alessandro Boella e Antonella Galli per la stesura.

Seguono alcune parti del testo che mi hanno colpito particolarmente e che rileggo ogni tanto per non dimenticare. Un vero e proprio insegnamento.

Due cose occorre sapere valutare: il peso di una parola e il cuore di chi ascolta.

A ogni età si addice un ‘maestro’ e un ‘bastone’ (parola).

Non importa ciò che si fa, ma ciò che si impara.

Non esiste un mestiere spregevole.

Alle volte è utile stringere da sé l anello del proprio destino.

Il simbolo è la forma vivente di una legge.

È meglio ignorare sapendo di non conoscere, piuttosto che attribuire ai simboli un significato casuale, con pura presunzione.

Il sistema per fare o disfare una cosa dev’essere sempre cercato nella natura della cosa stessa.

I tre libri: geroglifici, mestieri e natura.

L’artigiano si distingue dall’operaio per la coscienza del gesto, dello strumento e della materia che lavora. Il tecnico conosce anche le Cause e le Leggi.

Ciò che si riceve dipende da ciò che si dà.

Non trascurare mai l uso della parola giusta: una cosa nominata a sproposito non rivela la sua natura.

Ciò che è falso non è mai bello.

La trinità è Unità, e non può trovar posto sotto la dualità dei piedi.

Fissare il dato attraverso il costruito. Infatti noi viviamo nel costruito.

Tu puoi sapere solo ciò che sei in grado di scoprire da te: niente di più.

I tuoi occhi hanno visto ciò che tu credi di sapere: in questo modo non troverai mai la verità.

Chi vuole salire alla vetta deve cercare la base nella caverna.

Non dilapidare il tuo tesoro. L esuberanza è un buon incentivo all’azione, ma la luce interiore si accresce nel silenzio e nel raccoglimento.

Il KA dei cibi è per il KA dei morti, mentre i cibi sono per i vivi; attraverso questi nutrimenti, i vivi si uniscono ai morti.

Come puoi correggere un peso falso se hai una bilancia insicura?

La scelta di una direzione diversa può cambiare la aspetto delle cose?

Ciascuno si differenzia per qualche particolare, sia esso anche solo l ordine numerico o la posizione nello spazio.

Ognuno sa ciò che è in grado di decifrare.

È facile entrare, ma è ben più difficile uscire dallo stretto passaggio che conduce nel Tempio interiore; sono tanti quelli che restano a mezzo, soddisfatti dell’ apparenza!

Noi non giudichiamo gli uomini dalle parole.

Tutto si presenta alla luce dei contrasti.

Non è umiliante commettere un errore per carenza di basi essenziali.

Il vero insegnamento non è un’accumulazione di sapere: è un risveglio della coscienza che richiede delle tappe successive; ogni tappa consiste nello scoprire la chiave della porta seguente.

L’ uomo che sa condurre uno dei suoi fratelli verso ciò ch’ egli stesso ha compreso, da quel fratello potrà essere un giorno salvato.

Perché dare del pazzo a un uomo che intravede la luce?

Giudicate voi stessi come accogliete ciò che va al di là delle vostre convenzioni abituali!

..per quelli che con animo nobile sanno rinnegare l’errore comune per scoprire la verità.

Per lo sciacallo, è puro ciò che è trasmutabile nella propria natura; fortunato il ricercatore che comprende questo fatto! Ma non bisogna mai confondere la propria vera natura con le tendenze estranee apportate dall’eredità e dalle influenze esteriori.

Pochissimi allievi hanno il coraggio di accettare la distruzione dei loro elementi corruttibili; agli uomini non mancano certo le scuse per conservare i pregiudizi, gli istinti e le opinioni personali.

Scienza non è conoscenza. Sapere significa registrare nella memoria; conoscere significa fondersi con la cosa e assimilarla, proprio come avviene col pane assimilato dal corpo; ma i pregiudizi si interpongono come uno schermo tra la cosa e l uomo, e ciò che il ‘ricercatore’ infine percepisce è deformato da questo schermo.

Il segreto da fastidio solo ai chiacchieroni.

Una domanda vale l altra, a che ti serve una definizione?

Tutto ciò di cui hai preso coscienza nei vari mestieri ed esperienze che hai fatto, è un’acquisizione reale: è memoria vitale e non memoria del cervello. Risveglia questa coscienza, estendendola a ciò che intendi conoscere; in Natura tutto è collegato; tu fai parte di questa Natura; osserva all’esterno, ascolta all’interno: sarai sorpreso di percepire il rapporto che lega le cose e, poco per volta, coglierai il loro gioco vitale. Non essere dunque impaziente, ascolta ancora… e ricomincia continuamente, fino che la coscienza acquisita possa esprimersi senza sforzo; in questo modo, comprenderai ciò che hai conosciuto.

Invisibili come luci nella luce.

Lascia che prenda corpo ciò che è stato concepito nella notte. Ogni cosa a suo tempo.

Ogni esperienza constata un errore, una mancanza, la cui distruzione ha portato una gioiosa schiarita.

Se il cuore di un uomo non è disponibile, si trova circondato da un muro, e il senso segreto gli sfugge.

Beato il giorno in cui riuscirai a trovare nell’insufficienza di queste ‘nozioni’ il coraggio di fare uno sforzo più grande! Allora sarai maturo per un’altra ricerca: quella che studia il movente e il senso vitale di tutte le cose; è una ricerca del ‘perché’ mentre l altra chiedeva ‘come?’.

Di ‘so’ e non ‘sappiamo’. Non attribuire agli altri la tua ignoranza.

L’insegnamento porta vita nella casa, ma guardatevi dalle parole fallaci; gli uomini si perdono a causa della loro lingua.

La virtù dell’uomo dal cuore giusto, a Dio è più gradita del bue di colui che pratica l ingiustizia.

Ieri avevo il vestito, oggi sono nudo… ma meno stupido di ieri.

Tutte le nostre manifestazioni di adorazione, di venerazione o di lode sono perciò l espressione della consapevolezza che esiste una interdipendenza tra le qualità astratte e le qualità manifestate, come tra le Cause e gli effetti.

La comprensione si sviluppa gradualmente. Prima bisogna sviluppare la nozione — e poi la coscienza — delle funzioni naturali, per mostrargli la via della Coscienza totalizzata, ch’egli alla fine dovrà realizzare in sé stesso.

Noi non ne siamo padroni; ogni esistenza è ritmata da un pendolo, di cui il cuore àb è il tipo e il nome; un tempo per la dilatazione, un tempo per la contrazione; l’uno provoca l altro, e l’altro richiede il ritorno del primo. Ma, tra i due tempi, la Natura persegue la sua funzione gestatrice; un mondo si forma, un mondo si distrugge; gli esseri nascono e spariscono, gli uni nella luce, gli altri nelle tenebre..

Non si è mai così vicini alla luce come quando si è nelle tenebre più profonde!

Il dono del Cielo è gratuito; il dono della Conoscenza è così grande che non esiste nessuno sforzo in grado di ‘meritarlo’. Ma l’uomo per poter ricevere deve essere libero da impedimenti, e diventare trasparente come un cristallo; questo è il lavoro del ricercatore.

Ogni causa naturale ha un effetto che è la conseguenza diretta di quella causa. Se giudichi i fatti in base a questa apparenza, non potrai che ingannarti sul vero stato delle cose, e il tuo ragionamento sarà sempre sbagliato. In realtà l effetto è sempre indiretto, nel senso che la causa deve prima essere riflessa da una resistenza della stessa natura: questo attrito provocherà una trasformazione delle due forze, e tale trasformazione provocherà l’effetto. Per esempio, il seme agisce sulla sostanza dell’ovulo, e i due si annullano per dare vita a un nuovo essere.

La Natura genera i fenomeni attraverso un gioco di forze complementari, in cui la forza attiva provoca la resistenza della forza passiva; è la reazione di quest’ultima che produrrà il fenomeno.

Presentare all’uomo solo l’aspetto virtuoso, significa risvegliare l’attrattiva del male; forzarlo a fare del bene provoca la volontà contraria; nello stesso modo, dare senza chiedere nulla in cambio, e aiutare sopprimendo lo sforzo, significa creare la rivolta e l’invidia anziché la riconoscenza.

Se vuoi il bene, concepisci la possibilità del male, e ascolta la reazione del tuo cuore verso il bene. E sappi che l’uno e l’altro non sono mai assoluti… eccetto un unico male, che è il rifiuto della Luce.

Dal dubbio e dalla rivolta era rinato il fervore; ed egli vi immerse il cuore con entusiasmo.

Una risposta è efficace solo quando arriva al momento giusto e, se possibile, nel posto giusto.

Un segreto (chiave) importante deve essere occultato sotto un aspetto apparentemente banale.

La massa non può comprendere l’insegnamento di certe leggi causali; in tal caso è meglio il silenzio che la profanazione.

È meglio un errore nelle cose umane che una divulgazione che profani le Leggi divine.

Quando arriva la fine di un Tempo, bisogna saper abbandonare ciò che l’aveva contrassegnato per dare libero accesso alla Luce del Tempo nuovo; bisogna saper consegnare alla distruzione ciò che è distruttibile, perché sussista soltanto l’indistruttibile.

Noi non sacrifichiamo mai nulla al piacere dei sensi: la dignità dello scopo ce lo impedisce.

La Conoscenza non è una dottrina precostituita, ma una esperienza di coscienza vitale, gradualmente accessibile al ricercatore dall’istante in cui sconfessa il suo falso sapere.

La spiga non cresce se non c è il seme.

Non dire che hai resistito alla tentazione: se il destino ti ha impedito di compiere il gesto, cionondimeno tu l hai concepito; l’hai persino abbozzato.

Ci si prosterna per venerare, ma quando si è colpevoli bisogna portare la colpa stando in piedi, e avere il coraggio di confessare ciò che si è osato commettere.

Quando ci si è reso colpevoli ai propri occhi, non importa esserlo agli occhi altrui.

La tua impurità era più grave quando eri soddisfatto di te stesso!

Ciò che rende un uomo indegno del Tempio, è la viltà che gli fa rifiutare la vergogna, perché è un rifiuto che coltiva l’incoscienza.

Ammettere la propria vergogna è il tesoro più grande.

È inutile conservare il rimorso che ha prodotto il risultato previsto, ma la sua bruciatura è un tesoro: guardati dal trascurarla!

Maestro, come si può sopportare l’umiliazione della vergogna? Novizio, la Porta si aprirà davanti a te quando avrai capito questo: ciò che è umiliante, è l’impotenza. L’ignoranza dei tuoi errori è la causa di questa impotenza; al contrario, la coscienza della tua fallibilità attira la potenza del tuo Dio…

Se tu neghi la colpa o l’errore, esso si affermerà. Se lo riconosci, la tua coscienza lo distruggerà.

La morte è una trasformazione; ma è una risposta inutile per chi non ne possiede gli elementi. Lavora, bambino mio, cerca di diventare tanto saldo che più nulla ti possa abbattere.

L’errore causato dall’ “artificio” (immaginazione o seduzione) non sta nell’atto sessuale, ma nell’illusione di unità che vi si attribuisce; infatti il gioco sessuale afferma la dualità, mentre la Conoscenza è comunione, cioè unificazione : l’uomo che cerca la conoscenza deve quindi evitare l’illusione che lo può allontanare dal cammino dell’Unione. Tale illusione viene mantenuta dalla volontà di possesso e dall’artificio della seduzione; questo è il gioco dell’uomo comune che cerca la soddisfazione. … Il discepolo della Saggezza non è condannato a rifiutare il richiamo alla vita, ma vi risponde con altri mezzi… Non si tratta di soffocare l’ardore: al contrario, bisogna accrescerlo.. ma in un altra direzione.

Il canto, la danza e l incenso sono il nutrimento del Neter. Solo se Esso però è risvegliato dentro di te, altrimenti non sono altro che la grande illusione!

Ogni cosa, va fatta nei giorni e nelle ore propizie.

Ciò che non da vita, la toglie: io cerco la vita.

La vita non è un sogno: è un’ opera.

Che cosa dovrei temere, se non di perdere l’occasione?… Farò ciò che mi si dirà.

Lasciando il neofita faccia a faccia col dio.

Che cosa devo temere? Quale pericolo può essere più intollerabile della paura?

Per sapere che Tu sei il vero Tempio bisogna osar rinnegare tutto ciò che non è la Sua Realtà.

Bisogna discernere ciò che è distruttibile e ciò che non lo è. L’immagine è distruttibile, ma pochi uomini possono farne a meno.

Alcune delle corrispondenze tra il nostro Verbo e quello Egizio:

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