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creato: 13 Sep 2019; modificato: 14 Nov 2019

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In Viaggio con un Maestro Sufi

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Essenze

Ho cominciato verso la fine del libro a raccogliere queste brevi ed intense scintille, goccioline. Spero di avere l’occasione di rileggere il libro per poter aumentar la raccolta.

Indipendentemente da come le persone vedono il raggruppamento o i compiti a cui vengono assegnate, presto o tardi ognuno verrà a conoscere il proprio vero Sé. Questo è l obiettivo. Essi allora conosceranno la Realtà, e percepiranno la Verità. Questo avviene di tanto in tanto, quando un sufficiente numero e qualità di persone si sono sintonizzate con il Compito e hanno fatto gli sforzi richiesti, creando la necessaria focalizzazione e raggiungendo l’armonia richiesta, sia individualmente che all’interno della comunità. La natura caotica dell’organizzazione non è reale ma solo apparente.

In un certo senso, non esiste una cosa come il passato, il presente e il futuro. Se influenzi il futuro, influenzerai il passato e il presente. Qualche volta dovrai influenzare il passato al fine di fare entrare le persone in una condizione che le faccia cooperare con il presente e il futuro. Potresti creare qualunque disegno desideri? No. Sì sceglie dai disegni, non li si crea.

Ti sei fissato, senza realizzarlo, su ciò che pensi sia il dovere di Dio nei tuoi confronti. Ma innanzitutto viene il dovere verso l’uomo; poi viene il dovere verso Dio. Dio fa comunque il Suo dovere.

Reinventare la ruota non è proponibile a coloro che la stanno già impiegando.

Le persone leggono selettivamente. Cercano ciò che sostiene i loro condizionamenti.

Essere un Sufi significa non essere attaccato a nulla, ne avere nulla attaccato a sé, come dice Nuri.

Mettere in dubbio ogni cosa è il miglior modo per fare sì che le persone si attacchino a te. Di loro di mettere in dubbio, di fare domande e avrai catturato il loro questionare.

Il tuo dilemma non è se puoi fidarti di quest’uomo o di chiunque altro. Il tuo problema è che hai un forte desiderio di non fidarti di qualcuno. Mancando di fiducia in quest’uomo, stai risolvendo il tuo problema, che è di trovare qualcuno di cui non fidarti. Così il tuo problema è in effetti risolto. Tu lo esprimi in termini che non gli appartengono e così non sarai mai in grado apparentemente di “risolvere il tuo problema”; ma in realtà stai risolvendo il tuo problema ad ogni istante.

Sono tutti uomini di sentimento, non sono uomini di cuore.

I veri Sufi hanno sempre lavorato per rimuovere l’innaturale elemento emotivo dalla religione.

L’istinto del branco ci dice che è meglio essere con gli altri che da soli e ciò ha i suoi pregi e i suoi difetti. Il desiderio di attenzione blocca certe possibilità di comprensione.

La comprensione è superiore alla beatitudine.

Se non presti attenzione innanzitutto alle necessità della razza umana, non conosci nulla dei Sufi, né meriti il nome di uomo.

La chiave sta nella misura non nel percepire attraverso i sensi.

Le cose introdotto nel “mondo” da un livello di dimensione superiore vengono immediatamente esposte ad influenze ostili. Questo spiega la pratica Sufi in cui le idee vengono raccolte e poi lasciate sole, per essere reclamate più tardi. Le influenze avverse, nell’intervallo, si sono dissipate.

La recriminazione e l’auto critica non vengono usate; ma ci si aspetta che le persone notino gli effetti delle allusioni nei confronti dei loro “pesi”, così da poterli dissolvere e guadagnare l’accesso al loro sé interiore.

Il fiore è una fabbrica, come qualunque erba. Semplicemente per il fatto che uno pensa in termini di aspetto, non significa che non ci sia anche un contenuto. Pagina 244,245.

Uno dei difetti più comuni del comportamento umano è la supposizione ingiustificata.

È normale immaginare che la gente faccia delle cose semplicemente perché può farle. In realtà, le abilità aggiuntive producono ulteriori responsabilità.

Quando le persone appartengono a questo mondo, incapaci di vedere la diretta spiegazione di una situazione, ne trovano un’ altra.

C’è un tempo in cui non si può fare nulla, un tempo in cui può essere fatto qualcosa e un tempo in cui tutto è possibile. Tienilo a mente, così da essere vigile nel discernere ogni differente qualità del tempo.

Cercare di fare del bene quando non si può è un lusso disponibile, ahimè, solo per l’ignorante. Può essere eroico e compiacere te e i tuoi amici. Il solo difetto è che non funzionerà. Sentirsi apprezzati e mirare a bassi livelli può farci sentire bene e può anche impedirci di servire realmente Dio e l’uomo.

L’astrazione che accompagna anni di introspezione, che si immagina sia santità, spesso impressiona gli inesperti, mentre indica quasi sempre il fallimento nell’imparare… l’abilità di fare qualcosa che gli altri non possono è meravigliosa in un senso così ristretto che solo lo sciocco la scambia per spiritualità.

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