English Italiano
creato: 10 Jul 2018; modificato: 14 Nov 2019

Indice

HerBak (Discepolo)

image

Essenze

Una risposta è utile in ragione dell’intensità di ricerca. Un problema chiaramente individuato e una domanda nettamente definita contengono in sé gli elementi della soluzione.

Devo sforzarmi di individuare il mio ‘problema’ senza tener conto di ciò che credo.

Per formulare una domanda, vai subito al cuore del problema. Ogni essere è mosso da una ‘spinta’ che governa la sua vita: qual’è la tua? Imparare ciò che devo sapere perché la mia esistenza raggiunga il suo fine essenziale.

Ogni assioma di verità deve potersi esprimere geometricamente, poiché ogni fenomeno si situa nello spazio come risultante di movimenti e di ritmi che gli danno forma e carattere attraverso il numero. Cerchi il tuo scopo? Allora metti al centro la tua esistenza. Da dove viene? Dove va?

Bisogna dunque imparare a distinguere tra la certezza del cuore, o Fede, e la credenza o adesione cieca alle parole altrui. Fede e credenza cieca postulano “l’assurdo”; ma la credenza dev’essere rifiutata, mentre la Fede è indispensabile per accedere alla conoscenza divina.

Se il Neter non è in te, non lo troverai da nessuna parte; se c’è, si rivelerà dentro di te, e allora lo scoprirai in tutte le cose.

L’opera esprime l artefice, e l’artefice ha ricoperto l’opera con un pensiero esuberante, un pensiero che sfugge a ogni limitazione.

In ogni azione vitale è il sentiero che conta, poiché implica tutti i rapporti di tempo, di spazio e tutti i mezzi possibili tra un inizio e la sua fine; è il manifestarsi della legge attraverso il ‘mezzo’.

La soddisfazione di un desiderio neutralizza la potenza rappresentata dal desiderio stesso, ed è una specie di morte: tale è il possesso di una cosa ardentemente bramata. L’unica forza attiva che risulta dal possesso è la paura di perdere l’oggetto posseduto: è un moto egoista, difensivo, tale da deprimere in qualche misura la potenza attrattiva del richiamo.

L’offerta non è un dono, ma il simbolo di ciò che il Neter invocato può dare.

Nessun dono è proporzionale al dono del Cielo, ma se sacrifichi il tuo orgoglio, l’offerta diventa efficace.

Non accontentarti dei termini della mia risposta: il nòcciolo non rivela l’albero che contiene. Lascia penetrare le mie parole nel tuo cuore perché vi producano seme e radici; poi, senza mai stancarti, ritorna a cercarvi il tuo nutrimento, fino a che tu stesso non ne abbia esaurito la sostanza.

Qualunque ambizione è per l’intuito ciò che i parassiti sono per i granai.

Tutto s’impara; per il discepolo, ogni gesto è un occasione per padroneggiare se stesso.

Ciò che conta non è l’adempimento quotidiano di una certa funzione, ma la conoscenza fondamentale che consente la padronanza e la trasmissione.

Gli unici tenuti a conoscere gli altri sono quelli del cerchio interiore, perché devono sapere ciò che va taciuto o rivelato, e a chi.

La pace è il frutto di una lotta, e non del sonno. I nostri amici sono ben vivi, ma poiché lo scopo è il medesimo, la ‘ricerca’ domina l’interesse egoista, e la lotta si svolge dentro ciascuno di noi, e mai contro il vicino.

Il lievito rende vitale tutto l’impasto secondo le esigenze del momento.

La Saggezza non è opera di un uomo, ma di una formazione tradizionale.

Le piante hanno parecchie qualità percettibili ai sensi, come il colore, il sapore, l’odore; ma esse possiedono anche un potere terapeutico più sottile di quelle qualità apparenti, potere che è caratteristico della loro qualità vitale, o principio qualitativo (il loro <<arcano>> = nefer).

… poiché egli aveva trovato la mèta e la via.

Non ti scusare d’ignorarli, ma di aver preteso di conoscerli.

La bocca del maestro rivela all’orecchio del discepolo i príncipi fondamentali; il discepolo li intende… secondo l’ apertura del suo cuore.

L’insegnamento sacro inizia dalla complessità del “divenire” e termina nella semplicità dell’“origine”, poiché solo in quest’ultima si celano i segreti impronunciabili.

Se si segue lo sviluppo delle facoltà mentali, questa tendenza non può che accentuarsi. Occorre una ferrea disciplina per resistere alla tentazione è ritornare continuamente all’ origine.

Conoscere il vero nome di una cosa significa conoscerne il potere: pronunziarlo esattamente significa liberarne l’ “energia”.

Ogni segno-lettera ha tre aspetti: la forma, il Numero, il suono.

La regola essenziale è questa: PENSA IN MANIERA SEMPLICE.

Evita le critiche e gli argomenti speciosi. Il pensiero dei Maestri era tanto più semplice quanto più era vicino alla fonte; e più noi ce ne allontaniamo, più tendiamo a complicarlo.

Impara a preferire l’evidenza naturale all’argomentazione speciosa dello scettico. Impara a respingere i prudenti compromessi. Chi non ha sofferto per la propria ricerca non sa quanto vale il dono di una risposta. Impara a sacrificare con gioia un lungo periodo di lavoro infruttuoso per un istante di verità. Soltanto allora sarai degno di ricevere la scienza degli Antichi senza rischi di ingratitudine e di profanazione.

I nomi e i simboli dei luoghi ti sveleranno il loro segreto solo in quanto riflessi dal cuore.

Ogni esistenza compie un periplo grazie al quale l’anima, portata nella barca del corpo, s’impregna di coscienza.

Ciò che conta non è il numero delle immagini percepite, ma le impressioni indelebili di cui si è arricchita la tua coscienza. E soprattutto la loro corrispondenza con le tue attuali possibilità.

La mèta definisce il viaggio… Una cosa è il pellegrinaggio passivo del ‘mortale’ nella sua passione Osiriana, ben altra è la peregrinazione cosciente dell’Horus, che conquista la divina padronanza di sé asservendo a una a una tutte le forze animali.

Non lasciarti ammaliare dal fascino e dalla varietà dei paesaggi intravisti sulla riva. Osa cercare un orizzonte più vasto; spetta a te tracciare l’itinerario del viaggio: la sua ampiezza sarà quella del tuo desiderio.

Il Saggio è l’uomo cosciente, capace di concepire in se stesso le tre vie, capace di amare impersonalmente e di sapere ciò che è ,senza pregiudizi, capace di obbedire alle leggi di Natura, e di trascrivere ciò che ha conosciuto.

Non potete trovare ciò che non è mai esistito; chi si dedica allo studio delle Cause deve essere premunito contro tutti i miraggi.

I nostri sensi servono per constatare non per conoscere.

Attraverso i nostri sensi avviene un’associazione automatica di nozioni, che è la causa dell’illusione. Se non sei nemmeno cosciente della relatività delle tue percezioni, come puoi accorgerti del riflesso mentale emesso da un uomo che ha la padronanza dell’evocazione? <<Allora cos’è che dobbiamo considerare vero?>> Nulla di ciò che constatiamo coi sensi. Infatti ogni constatazione sensoriale avviene attraverso un gioco di rapporti (quindi relativo), sicché ogni cosa è sempre definita da molte altre.

La conoscenza delle analogie è interessante in sé come ogni legge di armonia; chi la studia per acquisirne coscienza, può approfittare di ciò che ha imparato per attenuare certe coincidenze disarmoniche. Ma è molto facile scivolare nella superstizione, la quale, a causa dell’immaginazione, provoca esattamente quel male che cerca di evitare.

Il fatto di esprimere un desiderio o un augurio suscita, per reazione subconscia, un dubbio che compromette la realizzazione della cosa auspicata, e ciò tanto più efficacemente quanto più il dubbio è incosciente.

Temere non significa “aver paura”, ma: prendere coscienza della potenza caratteristica di ogni forza naturale, di ogni principio, di ogni Neter.

La Mistica è la via di comunione con la Causa da cui discendono tutte le “cause”. Ma è una via percorribile soltanto attraverso la materia prodotta da quelle “cause”, e all’ interno stesso dell’uomo che ne è l’espressione sintetica. Ecco perché la conoscenza del corpo è necessaria alla realizzazione della Conoscenza .

Un uomo non può giudicare la comprensione del prossimo, perché la sua esperienza vitale è diversa da quella degli altri.

L’esperienza ti dimostrerà che il Maestro non può che indicarti il cammino! Finché si tratta di esercitare il giudizio razionale e di acquisire nozioni che costituiscono la base di un “sapere”, un professore può trasmettere all’allievo le stesse precise nozioni che gli si sono a sua volta state inculcate.

Ogni ricercatore subisce fortemente la tentazione di perdersi nei particolari, di interpretare ciò che percepisce in base a opinioni e pregiudizi personali, e di considerare assurdo ciò che, momentaneamente, gli è inaccessibile!

Io voglio trovare nel Neter ciò che , in Lui e in me, è più grande dell’immagine.

Se l’uomo presta fede esclusivamente al valore della Materia (scienza e fenomeni fisici, piaceri del corpo e beni materiali), anche credendo alla potenza di un’immagine divina, egli adora sempre la Materia, e trasferisce all’effetto il valore della Causa … Al contrario, se l’uomo colloca e adora lo Spirito soltanto fuori dalla Mia, egli commette l’errore di Seth, e nega il Creatore incarnato nella creatura.

Un chicco di grano è, in sé, tutto il grano; è sia la pianta che l’ha prodotto, sia la pianta futura; è la perfezione del grano, e riassume in sé l’intera idea del grano. Ogni seme, dunque, è la perfezione della rispettiva specie, ed è la suprema finalità fisica della sua esistenza, cioè la vittoria sulla morte della specie. Quindi il seme ne è la sintesi.

I sali sono attivi soltanto in soluzione.

Come la luce ardente di Râ è riflessa dalla Luna in luce fredda e attenuata, così la visione del cuore è riflessa dal cervello.

Non c è nulla null’uomo che sia inutile all’uomo; ma a ogni elemento bisogna attribuire la giusta funzione. Il pensiero deve tradurre ciò che la coscienza ha inciso nel corpo intero, ma il processo inverso è sbagliato: se tu inscrivi nella coscienza ciò che hai elaborato coi tuoi ragionamenti, ne risulteranno delle fantasticherie e dei sistemi arbitrari. Tu non puoi inventare nulla; devi assimilare a te ciò che esiste in realtà : è il rovescio della mentalità in cui il cervello è re.

Nell’Universo c’è un’unità, una coincidenza, una sovrapposizione di elementi, che il nostro pensiero non può concepire se non operando una scissione. Se vuoi descrivere razionalmente questa unità, che è come un volume – cubo o sfera – contenente tutto, sarai sempre costretto a sezionarlo: in tal caso, però, non vedrai che delle superfici, Delle parti “anatomiche” del tutto.

È un’ottima cosa sapere che non si sa.

I tempi sono anzitutto dei ritmi e non delle durate; ai ritmi è possibile associare dei numeri che rappresentano dei valori funzionali, ma non delle “cifre” o dei calcoli esatti rispetto la durata.

La presa di coscienza non dipende dalla volontà o dalle possibilità intellettuali, ma dall’intensità della spinta interiore. Tale intensità, caratteristica degli “eletti”, nasce da un’inquietudine, o conflitto causato dal trauma che la coscienza intuitiva subisce sentendo in sé una realtà in contrasto con ciò che in noi stessi non è reale.

Non ti ribellare se vuoi raccogliere il frutto. Accetta i traumi emotivi, le prove e gli aspetti urtanti della vita; non farvi opposizione, perché sono gli strumenti più utili al tuo progresso.

La Verità è una sola, ma la sua espressione segue il ritmo di ogni epoca.

Non c’è niente di cui rallegrarsi o di cui lamentarsi. Ognuno deve agire nel proprio Tempo secondo il ritmo del Tempo: così è la Saggezza.

Il Saggio non deve legarsi né ad una terra né ad un popolo, se vuole essere una guida imparziale.

La Saggezza permane, immortale, anche quando la forma religiosa non corrisponde ormai più all’impulso dell’epoca. L’iniziato è sempre responsabile tanto di ciò che è stato trasmesso e acquisito, quanto di ciò che ancora deve essere scritto.

Io non posso nominarle senza pensarle, e pensarle significa già differenziarle.

L’assurdo non sta nella realtà, ma nell’impotenza della tua facoltà razionale davanti al mistero della Creazione.. poiché il Mondo è e fu prima che fossi tu con la tua ragione!

Per capire la loro espressione simbolica, ricordati che tutte le funzioni, quando sono in atto, provocano la reazione complementare.

Ognuno si mette nel mondo in cui vive! L’essenziale è avere un punto fisso per controllare, di tanto in tanto, la realtà del “proprio” mondo.

Un fenomeno viene sempre prodotto dal gioco dei fattori complementari; azione provoca resistenza, che suscita reazione: il terzo termine è il fenomeno. Così è fatta la grande legge di Natura: se vuoi una cosa, cercane il complemento che la può provocare; Seth è la causa di Horus, Horus è la redenzione di Seth.

L’astrologia può essere considerata una scienza precisa e certa per tutto quello che riguarda la Natura, no per ciò che è dell’anima.

La regolarità sta nei princìpi non nella durata.

Chi ha dato i caratteri al seme? La tua logica può trovare degli argomenti per rispondermi… Ma la vita può essere compresa solo dalla vita.

Che cos’è l’ombra se non la proiezione di un oggetto illuminato?

La qualità diventa conoscibile attraverso il fenomeno che determina.

Figlio mio, è più facile lasciarsi portare dalla corrente che ritornare all’origine! Tuttavia, risalire è possibile, se si usano i venti con abilità, pur essendo contrari.

Ogni individuo vede il tratto dell’esistenza in corso come la totalità del cammino; e ciascuno si lascia portare, senza accorgersi del fiume che scorre… Ben pochi san vincere la propria indolenza per imparare la natura delle correnti, dei venti e delle sponde.

E come la storia spirituale e la storia corporea s’intrecciano nel mistero dell’Incarnazione e poi nell’animazione, così si intrecciano la storia corporea e la storia della coscienza, poiché la coscienza si forma attraverso il corpo.

Tu prendi in considerazione prima gli effetti prima di aver preso coscienza delle cause; ma il problema della coscienza è proprio la chiave degli altri problemi.

È dunque sbagliato ammettere una discontinuità tra i diversi stati della Forma, dal più materiale al più spirituale. Ogni parte di un essere – corporea o spirituale – partecipa dell’essere intero;

L’attività solare nel cuore dà Forma all’essere, e lo rende tributario di Râ. La passività della Luna determina l’Intendimento, s’ella intercetta la Luce. Viceversa, l’ attività solare porta la Luce, se provocata dalla passività.

La vera legge è l’incrocio; è la chiave di tutti gli enigmi.

L’enigma è fatto per chi ne possiede la chiave.

La logica è per i ciechi, che tastano la terra col bastone…

Lo spazio e il tempo sono relativi a ogni stato: la vita di un moscerino, rispetto alla sua coscienza del tempo, è altrettanto lunga che, per un elefante, i numerosi anni della sua esistenza. Per l’anima divina immortale non esiste nè Spazio né Tempo.

Essendo l esterno una creazione dell’interno.

D’altra parte, se tu, risvegliando l’orecchio interiore, riesci a percepire con l’Intelligenza del cuore (sia) l’analogia qualitativa tra determinati vegetali e determinati esseri viventi, tu metti in rapporto il tuo KA con il loro KA: operazione che puoi condurre tanto più sottilmente quanto più cerchi queste conoscenze eliminando l’aspetto mentale, in modo da renderle indipendenti dalle tue impressioni e dai tuoi gusti personali.

Così la visione del nuovo essere si sviluppa e si epura passando attraverso stati successivi che sono tanto diversi tra loro quanto gli stati di trasformazione del bruco prima in crisalide, poi in ninfa, poi in farfalla. Ogni stadio vive una vita speciale assieme agli esseri della medesima condizione, e ciò costituisce il ‘suo mondo’.

Se vuoi una costruzione ben salda, non lavorare col vento: cerca sempre un punto fisso, un punto fermo ben conosciuto; in questo caso il punto fermo sei tu.

L’assurdità consiste nel disprezzare i testi perché non si è in grado di decifrarli.

Le immagini, però, sono più vicine alla realtà che non le fredde definizioni.

È facile ricevere, ma ben più difficile far fruttare con gratitudine ciò che si è ricevuto.

Vivete col cielo e con la Natura, perché la conoscenza della Natura vi darà la conoscenza del cielo; la vostra nut, la vostra città, è come la Nut dell’alto.

Ogni paese ha i propri Neter; i Neter della vostra città sono quelli della vostra natura, ma al di sopra di questi Neter si trova il Neter che è nell’uomo; conoscendolo, l’uomo diventa il signore dei luoghi, delle strade e di tutte le cose.

Curate il gesto perfetto in ogni lavoro, e per ogni lavoro trovate il canto più adatto: e la vostra pena si tramuterà in gioia.

Ogni opera deve essere l’espressione del Numero, della Misura e della Qualità. Monumento, statua o oggetto, l’opera perfetta è un’iniziazione, dunque un onore e una ricompensa in se stessa. Ma la gloria appartiene ai Maestri che ci hanno trasmesso la Conoscenza, e sarebbe ingiusto incidere i nomi degli esecutori.

Ciò che svia l’uomo dalla giustizia è la violenza delle passioni: cupidigia, piaceri del corpo, ambizione, vanità dell’opera personale. È sbagliato voler sopprimere le passioni; è saggio dirigerle nel senso dell’intensità vitale.

La grandezza di un’opera è proporzionale alla sua conformità con l’opera Cosmica: essa è perfetta se è un simbolo perfetto.

Non attribuiamo al Cielo le nostre nefandezze: per ripararne i guasti, affidiamoci soltanto a noi stessi!

L’uomo è un piccolo mondo; la conoscenza di sé lo rende cosciente di essere fatto a immagine del gran Mondo. Questa coscienza sviluppa il senso dell’Universale: così abbiamo sollevato lo sguardo dell’uomo verso il Neter; e il Neter è disceso sull’uomo, divenuto in tal modo il suo polo di attrazione.

Predicare la Saggezza agli uomini non serve a nulla: bisogna instillargliela nel sangue. Il sangue, infatti, è il supporto dell’anima sensitiva; ma gli occhi e le orecchie sono le finestre dell’anima, e occorre perciò controllare quali impressioni le comunicano.

Beato colui che può dire: “Ho passato la vita ad osservare il Cielo, ossia le leggi di Maât”; l’uomo passa, ma il Cielo rimane. E nel Cielo è scritta ogni verità.

La Luce non può spegnersi, ma l’uomo può addormentarsi e ignorarla. Perciò il “risveglio” è l’obiettivo dell’uomo.

Perché anche il disordine obbedisca all’ordine del suo Tempo.

La vita dell’uomo consiste nel prendere coscienza di essere un organismo totale (immagine dell’Universo), ma anche nella coscienza dei suoi rapporti armonici da una parte con l’organismo Universale, e dall’altra con l’organismo sociale di cui l’uomo è una cellula.

Metti l’uomo davanti alle conseguenze dei suoi atti: solo così sarà in grado di formarsi la propria morale.

La morte è la porta di una sopravvivenza condizionata dall’esistenza terrestre.

Agire per l’Inutile, senza beneficio apparente – nemmeno morale –, affinché l’opera porti in sé il segno del “reale” ch’essa esprime con la stessa perfezione con cui la pianta è conforme all’Idea contenuta nel seme. E tutto per nulla, per la pura gioia che sia così, senza bisogno di occhio che veda, di orecchio che intenda, solo perché sia compiuto per sempre un gesto di armonia..

Camminerai a lungo prima di raggiungere la méta: e la méta consiste nel poter fare ciò che sai.

Il fuoco può bruciare o far vivere; la Verità è una.

Cerca la forza per la quale i tre diventano Uno. Così trascenderai la tua epoca. Una guida deve vedere più in là di coloro che conduce, e deve conoscere la sequenza delle fasi: solo così tu comprenderai i movimenti umani e la loro destinazione.

Col ragionamento non dimostrerai mai la verità agli uomini, perché la loro coscienza cerebrale è Sethiana, ed esige l’opposizione e la scelta. Come potrebbero gli uomini, con tale coscienza, comprendere la Coscienza-Maât che è puro confondimento senza alcuna opposizione? Se cerchi l’Essere confondendovi il tuo stesso essere, la dualità cessa, la comprensione intellettuale cessa: allora perché cercare il confondimento, se tu non sei più tu, ma diventi “la cosa”, e di conseguenza non la conosci nel tuo Io..

HB: …E so che la mia fede è una certezza… Anche se non la comprendo. M: …E non la comprenderai mai! Questa Fede è l’Intelligenza del cuore, ed è un altro mondo rispetto al pensiero: il pensiero non può contenerlo! Così è la verità rispetto all’errore: l’errore può evidenziare la verità e farla apparire, ma non diventerà mai verità. Non si può trasporre l’errore nella verità; non si può che negare la negazione, ottenendo un’affermazione che affermerà sempre se stessa.

Col “sapere” si arriva alla credenza. Col “potere” si arriva alla convinzione. Col “confondimento” si arriva alla Fede, poi all’assoluta certezza.

Quando saprai, osa. In quel momento, àugurati di non sapere e di non volere più nulla; dona il tuo Io per conoscere il Sé; e questa comunione diventerà Luce e Fede.

Il conflitto risveglia la Coscienza, che è Fede.

Quando l’uomo sopravvive a se stesso e diventa una forza che attira il Neter perché semplice, ingenuo, bambino, povero di una scienza ormai superata, ma ricco di esperienza vissuta, allora egli diventa uhem ankh – rinnovato di Vita –, e l’autentica scienza gli si apre davanti.

L’uomo che cerca “il più Vero” è solo davanti a sé stesso; tu sarai solo davanti agli uomini, solo come il nocciolo nella polpa del frutto; ma sarai uno con quelli del nocciolo.

L’uomo “naturale” è soggetto ai Neter: forze della Natura, Destino, astri e Terra. La coscienza dei loro influssi ti permette di essere libero.

L’atto e la sua intenzione sono giudice e giudizio.

Le due cause del Male sono dunque l’ignoranza e l’egoismo.

Ogni Conoscenza che non si sia misurata con la sofferenza dell’uomo e non ne abbia condiviso la miseria, è vana.

La prova più importante per te sarà la solitudine. Devi scoprire da solo la Scienza sacra di cui mi sono limitato a darti gli strumenti di indagine. Ciò che hai imparato è la lingua per esprimerla; la Natura sarà la tua scuola; il Cielo sarà il tuo Maestro. Fa scendere il silenzio intorno a te; non ascoltare gli uomini, i loro elogi, i loro sarcasmi, i loro rimproveri. Tutto è in te: e dunque conosci te stesso, cercando in Natura ciò che ti corrisponde. Allora vi sarà comunione, e tu avrai la Conoscenza, e ogni tenebra svanirà.

Opera, per conformare la verità delle tue parole e dimostrare che la filosofia è certa. Il tuo successo sarà la banedizione dei Neter… L’ultima prova è il distacco dall’opera, allo scopo di raggiungere il punto più alto di sé.

Non si fa nulla di vero senza l’impulso della Luce; ma la Luce è ricompensa a se stessa; e dunque bisogna lasciare il frutto che ce l’ha fatta conoscere.

Tu sei il Tempio in cui riposa il Neter dei Neter. Risveglia il tuo Dio… Poi, lascia che il Tempio crolli e ritorni alla polvere.

Verbo

Commenti

Load comments